
Chi è Jason Osborne, due volte campione del mondo UCI di ciclismo Esports

Chi è Jason Osborne, due volte campione del mondo UCI di ciclismo Esports
Dal canottaggio ai rulli: il percorso di Jason Osborne, due volte campione del mondo Esports per la Germania, per difendere il titolo ad Abu Dhabi.
Jason Osborne è il due volte campione del mondo UCI di Cycling Esports della Germania e punta a mantenere la sua posizione al vertice nella finale dal vivo, ospitata su MyWhoosh e in programma il 15 novembre ad Abu Dhabi.
Nelle quattro edizioni dei Mondiali UCI di Cycling Esports non è mai sceso dal podio: un record formidabile che lo rende uno dei favoriti assoluti. L’ho incontrato per capire il suo percorso verso la vetta, dove mi aspetto che resti a lungo, considerando che ha solo 31 anni.

Origini nel canottaggio
La carriera sportiva di Jason non è iniziata nel ciclismo, ma nel canottaggio.
«Ho iniziato a fare canottaggio a 10 anni e mi sono subito appassionato. Ho provato molti sport, come il calcio, ma il canottaggio era quello giusto. Sono cresciuto rapidamente nello sport, diventando presto campione nazionale.»
Ha vinto il Mondiale Under 23 al primo tentativo e ha difeso il titolo l’anno successivo. Questo è stato il trampolino verso il programma élite, con l’obiettivo di una medaglia olimpica.
Jason ha partecipato alle Olimpiadi di Rio a soli 22 anni, gareggiando nel doppio pesi leggeri, dove la competizione era altissima, e ha chiuso fuori dal podio. Non si è arreso: è tornato con un nuovo compagno, vincendo l’oro agli Europei 2019 (Lucerna), per poi conquistare l’argento alle Olimpiadi di Tokyo 2020.
«Quello è stato un obiettivo raggiunto nella mia prima carriera sportiva. Nel canottaggio, già dopo le Olimpiadi guardavo al futuro, perché il peso leggero sarebbe stato rimosso dal programma olimpico.»
Poi è arrivato il ciclismo: «Ero già un appassionato di ciclismo, poi ho trovato un coach. Volevo costruire il motore per questo sport.»

Primo campione del mondo UCI di Cycling Esports
Mentre intraprendeva la nuova fase della sua carriera, Jason continuava in parallelo gli allenamenti di canottaggio. Il primo Mondiale UCI di Cycling Esports, ospitato da Zwift nel 2020, coincideva con un ritiro della nazionale tedesca di canottaggio in Portogallo.
Jason ha trasportato il suo rullo smart alla base di allenamento, ha allestito un’area dedicata per gareggiare e si è connesso al Wi-Fi dell’hotel.
Lo sforzo ha ripagato: è diventato il primo campione del mondo UCI di Cycling Esports, battendo atleti del WorldTour come Jack Haig, Victor Campenaerts e la leggenda della pista Ed Clancy.
«Ho visto quella vittoria come un biglietto d’ingresso nel WorldTour. Tutti guardavano l’evento, era il primo Mondiale UCI di Cycling Esports, e ho potuto dimostrare di essere un atleta forte, capace di numeri importanti.»
La vittoria ha attirato l’attenzione delle squadre WorldTour: la Quickstep gli ha offerto la possibilità di correre come stagista per il resto della stagione (un dilettante che viene aggregato a un team pro). Lo scopo era fargli fare esperienza in alcune gare e valutare le sue capacità. Purtroppo, a causa del roster pieno, non c’era posto per Jason.
Ciononostante, quel titolo lo ha reso storico: campione Esports in due discipline diverse, avendo vinto anche l’oro ai Mondiali Indoor di canottaggio 2019 (singolo pesi leggeri) a Long Beach, USA.

Alpecin–Deceuninck
Non ha dovuto attendere molto per una nuova occasione: nel 2022 firma con l’Alpecin–Fenix Development Team, poi nel 2023 con la Alpecin–Deceuninck.
«È stato davvero bello, perché stavo quasi per smettere con il ciclismo e non pensavo che sarebbe arrivata un’altra opportunità. Ho ricevuto la chiamata di un agente su un possibile contratto con Alpecin; sono andato in Belgio e ho parlato con Christoph e Philip Roodhooft [figure principali che gestiscono e co-posseggono il team Alpecin–Deceuninck]. Mi hanno offerto un contratto.»
Il periodo nel WorldTour è stato fatto di alti e bassi: «Ho imparato molto, ho fatto buone gare. All’inizio ho avuto una delle mie migliori prestazioni, ma spesso sono stato sfortunato. Ricordo l’Arctic Race of Norway: nell’ultima tappa, a 4 km dall’arrivo, mi si è spezzata la catena proprio all’inizio della salita finale. Ero leader virtuale della generale perché avevo vinto tutti gli sprint bonus ed ero avanti di quattro secondi: davvero sfortunato. Nel ciclismo ci sono molte variabili, è nella natura di questo sport.»
Nel 2023 ha chiuso secondo al Tour of Austria, ma ha ammesso: «Non sono davvero riuscito a trovare l’equilibrio in questo sport; passavo semplicemente da una corsa all’altra e non riuscivo a costruire la forma. Inoltre ero spesso piuttosto stanco a causa delle gare e non c’era tempo sufficiente per il recupero; è normale, ma a quanto pare non riuscivo a raggiungere il mio pieno potenziale.»
Un altro fattore è stato il cambio di coach: «Avrei voluto portare nel team il mio precedente coach di ciclismo, ma non è stato permesso. La squadra voleva tenere tutto all’interno dello staff tecnico di Alpecin.»
Riflettendo sul periodo WorldTour, è stato schietto: «Ho avuto la sensazione di non essere mai riuscito davvero a esprimere tutto il mio potenziale e, adesso, mi fa piacere essermi allontanato dal WorldTour.»

Era Esports
Ora Jason è totalmente concentrato sull’Esports, con qualche gara gravel per variare.
«Sto vedendo numeri che non avevo mai raggiunto. Con questi, nel WT, avrei potuto ottenere risultati, ma non è più il mio mondo.»
Nel 2024 ha conquistato il secondo titolo mondiale UCI di Cycling Esports.
«Con MyWhoosh e i premi settimanali si può vivere bene. Corro ogni settimana il Sunday Race Club (SRC): il vincitore della Categoria 1 riceve 2.170 dollari. La mia motivazione è qui: in ogni gara cerco piccoli margini, tattici o di allenamento. Voglio tornare a essere il miglior e-cyclist del mondo.»
Campione del mondo UCI di Cycling Esports 2024
La vittoria ai Mondiali 2024 è stata spettacolare. Il format prevedeva tre gare, con punti assegnati sia sul piazzamento di tappa sia su segmenti intermedi. Dopo la prima prova, una sprint, era 16° con quattro punti: «Dovevo restare calmo, accettarlo e poi distruggere tutti nella seconda e nella terza, andando in fuga per prendere tutti i punti.»
Nella seconda tappa ha mostrato tutta la sua classe: «Ricordo il primo attacco. Non sono andato via subito, poi dopo uno o due scatti sì. Ero da solo e ho capito che dovevo portarla a termine.»
Ha spinto a 8,1 W/kg per lunghi tratti, con una media di ~6,5 W/kg fino al traguardo, risalendo a −6 dal rivale Lionel Vujasin.
La terza tappa è stata ancora più impressionante: tre giri con una salita. «Dovevo fare esattamente lo stesso della seconda: all-in. O funzionava, o niente oro, perché avevo perso troppi punti nella prima. Quella era la mia mentalità.»
La mossa decisiva è arrivata al secondo giro, a 11,6 km dall’arrivo: è partito in solitaria, ha trasformato il finale in una cronometro e ha vinto davanti a Kasper Borremans e Bjoern Andreassen, prendendosi il titolo con tre punti di vantaggio.
«Gestivo la fatica meglio degli altri. Alla terza tappa molti avevano le gambe pesanti: ho sfruttato quel momento per andare.»

I segreti del successo
Parlando con Jason emerge una combinazione di allenamento mirato, tattica chiara, consapevolezza del proprio motore e mentalità.
Allenamento: «Cerco di mantenere un buon volume, con una-due sessioni intense a settimana e un’attivazione prima di ogni gara. Durante le gare l’intensità c’è già.»
Tattica: «La strategia è fondamentale. Dopo ogni corsa analizzo cosa è successo, osservo gli errori degli altri e cerco di approfittarne.»
Consapevolezza fisica: «Ho un motore potente, quindi lo uso. Non entro nei giochi tattici se non è necessario. Se posso andare via, vado.» In molte finali lo ha dimostrato, spesso vincendo in solitaria.
Mentalità vincente: «Fin da ragazzo, nel mio piccolo club di canottaggio, ho imparato che puoi avere successo se ci credi e non molli mai.»

L’evoluzione del Cycling Esports
Dal gareggiare in una stanza d’albergo in Portogallo (2020) al correre davanti a un pubblico dal vivo ad Abu Dhabi (2024), lo sport ha fatto un enorme salto.
«I Mondiali dell’anno scorso sono stati incredibili. Un’arena enorme, un palco, schermi: davanti alla bici vedevi l’avatar, la potenza, la frequenza cardiaca, la fatica degli altri… visivamente perfetto.»
Ha contato anche l’equità: «I rulli erano tutti verificati da Elite e non c’era spazio per imbrogli; tutto il più equo possibile.»

In sintesi
Il percorso di Jason Osborne — dal canottaggio a due titoli mondiali di Cycling Esports — racconta determinazione, adattamento e ricerca dell’eccellenza. Mentre si prepara a difendere il titolo ad Abu Dhabi, la sua storia testimonia l’evoluzione di uno sport che cresce gara dopo gara.
Grazie a Tim Perkin, consulente e collaboratore. Tim organizza gare quotidiane e sessioni di allenamento strutturate su Zwift e MyWhoosh sotto il marchio Mountain Massif, la cui missione è spingere gli individui oltre i propri limiti percepiti, guidandoli e motivandoli a raggiungere nuovi traguardi nelle loro sfide ciclistiche.
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